Aspettare il momento giusto
Rimandare da settimane o mesi una decisione importante che riguarda il lavoro, una relazione o un progetto personale particolarmente prezioso.
Ogni volta che il pensiero ci torna su, allontanarlo subito con una scusa sempre diversa e pronta all’uso:
«Non è ancora il momento giusto», «bisogna prepararsi meglio», «conviene aspettare che le cose si sistemino»…
Intanto il tempo passa, ma il momento giusto per passare all’azione è sempre un passo più in là.
Ti suona familiare tutto questo?
Le scelte che contano di più
È un comportamento molto diffuso, al quale gli studiosi hanno dato un nome ben preciso: «procrastinazione».
È un’abitudine più dannosa di quanto sembri a prima vista perché, forse senza accorgercene, riguarda le scelte più importanti.
Infatti, mentre rimandiamo raramente le questioni banali, lasciamo in sospeso proprio quelle che per noi contano davvero.
Chiudere una relazione ormai insoddisfacente, cambiare lavoro, dedicare più tempo a noi stessi ed altre scelte capaci di cambiare direzione alla nostra esistenza.
Un grande costo energetico
Procrastinare, per noi ha un costo energetico da non sottovalutare, per almeno due motivi.
Innanzitutto perché ogni decisione «sospesa» resta comunque presente nei nostri pensieri, occupa spazio nella nostra mente e, giorno dopo giorno, esaurisce le nostre forze.
Questo logorio ci stanca, riducendo la nostra lucidità e capacità di restare concentrati sul presente.
Inoltre procrastinare, oltre che perdere tempo prezioso, significa soprattutto riporre male le nostre energie.
Infatti, col passare del tempo, il peso di ciò che rimandiamo si accumula e finisce per condizionare anche le altre attività quotidiane, rendendoci sempre più dispersivi e inconcludenti.
La paura di non farcela
Spesso la confondiamo con la pigrizia o la trascuratezza, ma in realtà la procrastinazione nasconde la paura di non riuscire a raggiungere i risultati che ci siamo prefissati.
Ma il vero problema è che, per quanto possiamo pensare di prepararci, non ci sentiremo mai pronti ad affrontare quella conversazione difficile, avviare quel progetto ambizioso, proporre quell’idea innovativa.
Allora, aspettare di sentirci pronti al cento per cento, nella maggior parte dei casi significa rinviare all’infinito quello che vorremmo davvero realizzare.
Un’abitudine da cambiare
Per riuscire a interrompere questo circolo vizioso, fare appello alla disciplina o alla forza di volontà non è quasi mai sufficiente.
Piuttosto, occorre adottare la giusta mentalità, liberandoci da ogni giudizio più o meno severo su noi stessi, e aprirci alla possibilità di un cambiamento concreto.
Quindi, il secondo passo è mettere in pratica un metodo adeguato, sostituendo l’abitudine a procrastinare con un comportamento diverso e più efficace, quello della «pronta azione».
È l’alternativa che ci permette di trasformare il modo in cui affrontiamo le decisioni, attraverso piccoli gesti concreti che rafforziamo un passo alla volta.
Un passaggio graduale
In questo modo, allenando la nostra mente con costanza, sostituiamo gradualmente l’abitudine di rimandare le decisioni importanti con comportamenti più fiduciosi nelle nostre capacità.
Così, passare all’azione diventa via via più semplice, perché la nostra mente riconosce e ripete uno schema sempre più familiare, alimentando il desiderio di continuare in questa direzione.
Ogni piccola azione compiuta ci aiuta a ritrovare quella sensazione di soddisfazione e pace interiore che avevamo lasciato indietro da tempo.
In copertina: Immagine di yanalya su Magnific
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