Il disagio del rientro a lavoro: quando «staccare la spina» non basta 

il disagio del rientro

Questi giorni segnano un netto cambio di passo: dopo la pausa estiva, torniamo a vivere le giornate a pieno regime, scandite dal solito ritmo di incombenze, impegni e scadenze.

Chi riesce davvero a «staccare la spina», rientra dalle ferie rigenerato nel corpo e nella mente e con il fermo proposito di mantenere quest’onda positiva anche a lavoro. 

Ma, una volta sul campo, le cose cambiano drasticamente perché al nostro ritorno situazioni vecchie e nuove mettono a dura prova le nostre migliori intenzioni.

Infatti, ritroviamo tutte le pratiche che ci rincresce sbrigare, i problemi che preferiamo rimandare, le persone con cui interagiamo a fatica.

Il ritorno alla quotidianità 

Molto spesso, la nostra prima reazione di fronte alle piccole prove che ci attendono al nostro rientro è molto diversa da quella che ci saremmo aspettati. 

Infatti, che la pausa sia durata pochi giorni o qualche settimana, bastano pochi secondi di confronto con la realtà per incrinare quella sensazione di pace e produttività che credevamo di aver raggiunto stabilmente.

Il corpo manda chiari segnali:  le spalle e il petto si stringono, il respiro diventa corto e veloce, lo stomaco si chiude. 

Contemporaneamente, pensieri negativi affollano la nostra mente e ci spingono verso soluzioni estreme come cambiare lavoro, trasferirci altrove o isolarci dalle persone che ci circondano.

Invece, quella sensazione di disagio al rientro dalle ferie ci rivela una grande verità: nonostante il riposo, lo svago, il divertimento, siamo ancora in balìa delle nostre emozioni. 

Un mondo da esplorare

Anche se spesso le percepiamo come eventi improvvisi e incontrollabili, in realtà le emozioni sono il nostro personale prodotto dell’interazione inscindibile tra mente e corpo.

Soprattutto, dipendono molto più da come reagiamo agli stimoli che dalle situazioni in sé, o dai comportamenti delle altre persone del nostro ambiente.

Per questo, ogni cambiamento esterno risulta inefficace: ogni volta il «problema» si ripresenterebbe in altre circostanze, forme e conseguenze.

Quindi, l’unica strada per affrontare positivamente ogni sfida e salvaguardare il nostro benessere psicofisico è imparare a riconoscere, accettare e gestire le nostre emozioni.

È come imparare una nuova lingua: all’inizio sembra un territorio sconosciuto e ostile ma poi, passo dopo passo, diventa sempre più familiare e rivela tutta la sua bellezza e ricchezza di opportunità.

Trasformare l’energia 

Le emozioni sono energia in movimento che cerca di esprimersi.

Sta a noi guidare la loro trasformazione in un potente carburante naturale per affrontare ogni situazione, migliorare le relazioni e raggiungere i nostri obiettivi personali e professionali.

Il primo passo in questa direzione è allenare la consapevolezza ascoltando i segnali del corpo, riconoscendo le emozioni e comprendendo i meccanismi che innescano le nostre reazioni.

Infatti, una mente serena, aperta e focalizzata è la nostra migliore alleata per gestire e far lavorare a nostro vantaggio anche le emozioni apparentemente negative.

Così la rabbia diventa determinazione, la paura si trasforma in prudenza, l’ansia stimola la preparazione, la tristezza nutre l’empatia. 

Solo in questo modo prenderci una pausa più o meno lunga dalla quotidianità è davvero utile a recuperare energie fisiche e mentali.

E quando comprendiamo meglio il funzionamento del nostro sistema interno di allarme e impariamo a regolarlo, anche il rientro alla quotidianità è più tranquillo e leggero.


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In copertina: Immagine di Pressfoto su Magnific

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